Testamento Biologico

5 proposizioni normative ispirate alla Costituzione e alle più avanzate democrazie europee.

Testamento Biologico. Pubblici Cittadini per l’autodeterminazione dell’individuo.

La terza iniziativa dell’APC riguarda il c.d. Testamento Biologico, un tema che afferisce a fondamentali profili di liberta’ personale e di bioetica. In questa ricerca, siamo partiti dall’assunto che la principale forma di garanzia della persona è il rispetto del suo diritto -costituzionale- all’autodeterminazione. Ma quando, come nel caso di stato vegetativo permanente, l’esercizio di questo diritto non è più possibile, bisogna almeno assicurarsi che il segno  dell’individualità, ossia la volonta’ e le scelte di valore e di vita  nelle quali  si esprime la “dignità” di cui discorrono gli articoli 2, 13 e 32 della Cosituzione, non vada perduto. E così, ove tale volonta’ e scelte di valore e di vita si siano coscientemente manifestate, esse andranno pienamente rispettate anche nel rifiuto di subire trattamenti invasivi che non assicurano, secondo scienza medica, alcun tangibile vantaggio al paziente. E pertanto andra’ rispettata sia  la  volontà espressa  dalla persona in condizioni di coscienza,  sia quella manifestata  dalle sue indicazioni anche verbali e dalle scelte di valore ricavabili da una pluralità di indizi obbiettivi e concordanti afferenti alle  convinzioni  della persona stessa. Questo secondo profilo di manifestazione della volonta’ e’ stato valorizzato sia dalla giurisprudenza, anche di Cassazione, nel caso Englaro, sia , a livello legislativo, dalla Repubblica Federale tedesca, che ha appositamente modificato,nel 2009, il codice civile.

Il progetto consiste di cinque proposizioni normative la cui motivazione, spesso di immediata evidenza, e’ comunque fondata su principi normativi anzitutto costituzionali nonché su riferimenti comparatistici che ci sono apparsi di particolare interesse, gli uni e gli altri richiamati in premessa secondo una tecnica espositiva ispirata alle Direttive comunitarie, e anch’essa espressione di un principio di trasparenza e responsabilità. Come vedra’ chi legge, il nostro progetto si differenzia su diversi punti dal quelli in discussione anche in sede parlamentare. Ad esempio, e in primis,  sia per la  ricordata valorizzazione anche della volontà presunta, obbiettivamente ricostruita, della persona, sia  per la previsione di un meccanismo d’ufficio che consenta la attuazione della volontà del paziente anche in assenza di un (eventualmente designato) fiduciario ad hoc, nonché per la previsione che siano i Comuni, guidati da una legge di Stato per evitare disomogeneità sul territorio nazionale, a dare la possibilità ai cittadini di esprimere le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (DAT) e a raccoglierle in apposito registro.

In occasione delle discussioni di Camera e Senato sul “DDL Calabrò” la proposta è stata inviata ai membri delle competenti Commissioni  riunite  in sede referente. La notizia dell’ avvenuto invio, accompagnata da commenti relativi al contenuto della proposta, è stata ripresa dai maggiori quotidiani nazionali.

 

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