PROGETTARE: Contributo dei Pubblici Cittadini alle Conversazioni Serali

Nell’immaginario collettivo la parola “progettare” evoca la capacità di costruire grandi cose tramite calcoli complessi e intricati disegni: capacità appannaggio di pochi che con il loro sapere e le loro capacità tecniche plasmano l’ambiente circostante secondo la loro prospettiva. Da un incontro con Massimiliano Fuksas intorno alla parola “progettare” ci aspettavamo quindi un elogio di questa capacità di concepire e disegnare il mondo attraverso la propria abilità. La conversazione con l’architetto, che ha interpretato al meglio lo spirito del ciclo di incontri creando un clima amichevole e un ambiente propenso al dialogo e al confronto, non ha deluso questa aspettativa ma, invece di dilungarsi sull’importanza degli aspetti tecnici della progettazione ha inoltre aggiunto alcuni elementi inaspettati arrivando a configurare l’incontro come un elogio della cultura del progetto in senso più ampio.

In primo luogo è emersa l’affermazione che lo scopo di un progettista non è solo quello di costruire e modificare l’ambiente fisico (molto spesso urbano) circostante. La sua azione può essere, infatti, rivolta al cambiamento e al miglioramento di ogni tipo di ambiente: fisico ma anche sociale, economico così come giuridico. Di qui la deduzione che la cultura e la metodologia del progetto possono e devono essere applicate alle più diverse discipline. E che sociologi, politologi, economisti e giuristi (come la maggior parte delle persone presenti all’incontro) possono quindi applicare profittevolmente i principi della progettazione ai propri ambiti di studio e di lavoro.

È emerso inoltre il carattere centrale della dimensione temporale nell’opera di un progettista che deve mantenere il proprio sguardo orientato al lungo periodo, alla sostenibilità delle proprie idee nel tempo. Un bel progetto che non è destinato a durare nel tempo, o che nel tempo perderà le sue caratteristiche salienti a causa dell’incapacità di prevedere il mutare delle condizioni circostanti, è un progetto che non vale.

Ma la vera sorpresa è stata il constatare che, nella mentalità di Fuksas, al centro e al di là di un progetto ben riuscito non sono solamente necessari studio, preparazione, capacità tecniche, e una visione orientata alla sostenibilità, (elementi in ogni caso indispensabili) ma è altresì imprescindibile qualcosa di più: una condizione senza la quale anche il disegno più futuristico o il calcolo più preciso risulterebbero inadeguati. Questo elemento, o condizione, è lo spirito di innovazione e di miglioramento. La capacità di avere una visione secondo la quale siamo in grado di osservare l’esistente e da questo riusciamo a progredire interpretando le necessità del tempo e dello spazio. La capacità di conferire un’anima ad un progetto attraverso la propria passione, apportando il nostro personale contributo e creando la perfetta sintesi fra realtà e immaginazione.

Prima di essere tradotto in qualcosa di concreto, infatti, un progetto prende vita nella nostra mente. È il frutto di un’operazione di sintesi tra la nostra esperienza, il nostro inconscio, la nostra percezione della realtà attuale, e la nostra visione del futuro. E’ l’occasione attraverso cui riusciamo a mettere in pratica le nostre conoscenze specifiche fino a quel momento solo teoriche e ci mettiamo in gioco nel cercare di realizzare un’idea.

Ed è per queste ragioni che noi dell’Associazione Pubblici Cittadini abbiamo particolarmente apprezzato la conversazione con Fuksas sul tema del progetto. Anche noi, nella costituzione di quest’associazione abbiamo voluto fare della cultura del progetto la nostra bandiera. Vogliamo plasmare il mondo che ci circonda un passo alla volta, un progetto alla volta; vogliamo applicare le nostre conoscenze e le nostre esperienze in questa attività facendo della diversità un punto di forza; crediamo nella necessità di un approccio sostenibile ad ogni tipo di problema; condividiamo lo spirito e la passione con la quale egli si lancia nei suoi progetti.
L’Associazione Pubblici Cittadini, infatti, coniuga la metodologia progettuale con una visione di lungo periodo e con la passione, le conoscenze e le esperienze dei giovani applicandole a proposte nei più svariati ambiti e discipline.

Come dice il nostro statuto, il nostro scopo è la diffusione della cultura della partecipazione e della progettualità politica, attraverso l’ elaborazione,su base comparatistica, di proposte riformatrici di lungo termine, al di là del corto raggio del dibattito politico corrente. Proposte che investano le tematiche più rilevanti per uno sviluppo istituzionale, economico, sociale e culturale […]. Un lavoro di proposta basato sulla conoscenza, riflesso anche dal motto, di sapore illuministico, che l’associazione ha mutuato da Toqueville: «La democrazia è il potere di un popolo informato». Quindi essere informati ed informare come primo passo per un cambiamento reale. Piccoli progetti che prendono spunto da impulsi lanciati da uno o più membri e che si concretizzano in pubblicazioni o in attività volte ad informare l’opinione pubblica e a sensibilizzare il legislatore sui temi trattati, attraverso la discussione in assemblea o in gruppi di lavoro tramite una metodologia ben precisa.

Arrivare al punto in cui i propri progetti diventano realtà non è cosa facile, e ascoltare Fuksas raccontare la storia della sua carriera e di alcuni dei suoi lavori è stato per molti, o almeno per noi, esaltante. Certo la sua storia ha dello straordinario, si è raccontato di un tempo in cui il viaggiare per l’Europa cercando occasioni di esprimere le proprie potenzialità poteva essere la carta vincente per fare carriera. Ma l’impressione che abbiamo avuto è che, a parità di conoscenze, e di esperienze oggi sia molto più difficile farsi notare e soprattutto farsi valere. Molte più persone sono istruite ad alto livello, molte più persone viaggiano, l’economia è cambiata e gli spazi per mostrare la propria capacità di progettare il futuro si sono ridotti. Tuttavia ciò non deve scoraggiarci. Se abbiamo le capacità, se le coltiviamo e se i nostri progetti hanno un’anima e sono alimentati dalla passione siamo destinati al successo.

La testimonianza è fornita dalla risonanza che hanno avuto le nostre prime iniziative (come ad esempio la proposta sulla trasparenza elettorale) ma soprattutto dal senso di appagamento che si ha nel partecipare a qualcosa che cambia, anche di poco la vita delle persone tramite l’informazione. Vedere studenti di scuole superiori capire un po’ di più dell’Unione Europea grazie alla tua spiegazione, vedere i risultati di una tua ricerca pubblicati da un quotidiano a diffusione nazionale, organizzare una conferenza con decine di partecipanti, sono i segnali che questa grande iniziativa frutto di una visione condivisa e degli sforzi di tutti noi sta prendendo forma attraverso i suoi progetti, uno alla volta.

L’impressione che ci ha lasciato la conversazione con Fuksas, al termine dell’incontro, è stata quella di un invito e di un appello a continuare ad avere progetti e a sviluppare le competenze necessarie a portarli avanti nonostante le circostanze, a volte, possano essere avverse. E noi Pubblici Cittadini a questo appello ci uniamo, poiché ad un appello simile abbiamo risposto quando l’Associazione è stata creata. La cosa più importante, quando si ha un’idea, è trovare il coraggio di provare a realizzarla, una volta superato questo scoglio iniziale, se ci si è preparati a sufficienza, se si seguono le poche fondamentali regole della cultura del progetto e se si procede con il giusto passo, il resto è tutto in discesa! E se qualcuno trovasse interessanti le attività che portiamo avanti, lo invitiamo a visitare il nostro sito, a contattarci e a condividere le sue idee e le sua capacità associandosi o anche iniziando semplicemente a venire alle nostre riunioni e a partecipare a una delle nostre attività, anzi, uno dei nostri progetti.

Jacopo Manganiello – Associazione Pubblici Cittadini

Associazione Pubblici Cittadini – www.pubblici-cittadini.org