“Appello ai Consapevoli” per la costituzione dell’Associazione Pubblici Cittadini

Mentre si aggrava la crisi economica e si profilano anche scontri tra le stesse istituzioni, cresce il distacco e la sfiducia  dei cittadini rispetto alla classe politica, alla quale, nel suo complesso, si imputa  sempre più diffusamente mancanza di  competenza, di efficienza, e talora persino di onestà. La percezione ulteriore della “chiusura” autoreferenziale della politica professionale, dei suoi ingiustificati, talora grotteschi privilegi corporativi, del  suo distacco da tanti  concreti e quotidiani problemi di benessere collettivo dei cittadini, aumenta il senso di estraneità, di disistima, e persino di disprezzo, di questi ultimi rispetto alla classe politica, e da qui alla politica tout court.  Estraneità e disistima ulteriormente  alimentate da modelli organizzativi sostanzialmente oligarchici generalmente dominanti nei partiti politici attuali.

A questi fattori di distacco e persino di disgusto un altro  si aggiunge, non sempre consapevolmente avvertito, ma comunque subito : lo scadimento  della qualità  del dibattito politico come percepito dall’opinione pubblica. Con poche meritorie eccezioni –e in piena coerenza, purtroppo, con il mortificante livello culturale complessivo del panorama mediatico–  quel dibattito  fa  risaltare  gli scontri  personali e di correnti, le piccole polemiche contingenti, i battibecchi, addirittura il gossip, ben più che le proposte e i conflitti sui programmi e sulle prospettive di soluzione dei grandi problemi che a livello nazionale e locale determinano la condizione del cittadino. In tal modo, sempre meno persone identificano la politica come impegno per i diritti e il benessere dei cittadini.

Non può stupire  allora che cresca, specie nei giovani, privi anzi privati di idee guida circa la propria identità civile, la tendenza a  “starsene fuori”, a non interessarsi  ai dibattiti politici, persino a  non votare.  Ora,la  crisi di partecipazione significa  crisi della  democrazia, e  comporta altresì la dispersione ed emarginazione di tante valide energie e capacità che potrebbero contribuire al progresso del Paese.

Riteniamo che per superare questa situazione—che  si trascina, aggravandosi, da decenni, e sembra ora giunta vicina al punto di implosione– non bastino i pur necessari   sforzi di riformare  la politica dall’interno dei partiti attuali, dato il grado di chiusura dei loro gruppi dirigenti, dal centro alla periferia. Riteniamo che la politica non si possa riformare solo da parte, e dall’interno, dei partiti esistenti.

Pertanto, con questo appello, proponiamo la costituzione di un movimento civile, in forma di Associazione, denominata Pubblici cittadini, che punti a rappresentare una nuova forma di partecipazione alla vita politica e, da qui, a far crescere le migliori energie delle giovani generazioni attuali come futura  “classe dirigente”, degna del nome, in tutti i comparti della vita civile. Una Associazione che, senza affatto escludere chi eventualmente aderisca a partiti politici, sia da questi nettamente distinta, sotto diversi aspetti:

A) Anzitutto, l’ iniziativa, e questo appello, provengono da, e sono diretti a, persone che non “dipendono” dalla politica: sia nel senso che non vivono la politica  come professione, sia in quello che la loro condizione economica e sociale non dipende dalla appartenenza a partiti. I promotori sono  persone impegnate nell’insegnamento e nella ricerca, nelle libere professioni, nelle attività operaie, artigiane e di impresa, nel giornalismo, nell’impiego privato e della Pubblica Amministrazione, nel volontariato sociale organizzato. Ed è parimenti a cittadini la cui condizione economica  e sociale non dipenda dalla eventuale militanza in partiti, che,come ricordato, è rivolto l’appello ad aderire alla nuova Associazione. In particolare, a giovani consapevoli e preoccupati di una prospettiva economico-sociale, e politica, nella quale risulta loro sempre piu’ arduo poter affermare, in modo libero, non subordinato ad “appartenenze” precostituite, il proprio  impegno e merito. Una consapevolezza, questa, che ha spinto e sta spingendo molte giovani valide energie a cercare  all’estero l’affermazione negata in patria. Anche su di loro contiamo, e molto, per realizzare il nostro progetto.

B) Questa delimitazione non esprime il rifiuto della politica: al contrario, vuol servire alla  ripresa e riqualificazione della  libera partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Infatti, il nuovo movimento  si proporrà  a livello nazionale e locale  come  costante e pressante sollecitatore sia direttamente dell’opinione pubblica, sia delle rappresentanze politiche organizzate—individuando in esse , con l’ausilio di Garanti di alto profilo, interlocutori di riconosciuta competenza e correttezza—onde far avanzare   progetti di sviluppo economico, sociale e culturale e elaborati, o comunque condivisi, dalla stessa Associazione, sui più rilevanti  problemi del Paese, a livello sia  nazionale che locale. Lungi dunque dall’esaurirsi in  semplici dibattiti, l’ “oggetto sociale” tipico dell’Associazione consisterà nell’impegno alla concreta proposta,e al concreto intervento pubblico, nei diversi rilevanti settori della economia, dell’amministrazione, della cultura.

C) L’Associazione stimolerà la circolazione e la discussione, fra i suoi membri, di materiali informativi e organizzerà incontri, anche telematici, per l’approfondimento di questioni cruciali della vita pubblica, in un’ottica non ristretta ai confini nazionali. E questo, ripetiamo, in funzione  non gia’ di un’attività di mero e pur utile dibattito, bensì di elaborazione e poi pubblica presentazione e promozione,anche in sedi politiche ed istituzionali, di specifici progetti riformatori, ai quali attenderanno appositi gruppi di lavoro tematico coordinati da associati di specifica e comprovata esperienza. La circolazione e lo scambio di informazioni, di opinioni, di proposte, di critiche  si avvarrà principalmente delle non costose tecnologie  della comunicazione telematica (  e-mail, siti, blog, etc.)  nelle quali  soprattutto i giovani eccellono, e che altresì consentono di scavalcare i condizionamenti, non solo economici, dell’accesso ai  media tradizionali.

D) L’Associazione si costituirà come ente no-profit, con uno statuto che preveda e consenta di verificare la costanza e la qualita’ dell’impegno degli aderenti quale requisito fondamentale di partecipazione all’ Associazione. In pratica, si diverra’ associati a pieno titolo dopo alcuni mesi di svolgimento di un serio effettivo impegno nei gruppi di lavoro tematici. Effettivo impegno che sara’ parimenti presupposto per il mantenimento della qualita’ di associato. L’associato ordinario che eventualmente assuma cariche politiche e comunque basate su designazione di partiti politici, potra’ continuare a contribuire all’attivita’ della Associazione, ma la sua partecipazione agli  organismi associativi avverra’  a titolo e con valore consultivo, non deliberativo.

E) Quanto alle risorse finanziarie necessarie, anzitutto esse dovranno essere particolarmente  contenute. Tutti i ruoli e le  responsabilità nell’ambito dell’Associazione saranno assunti a titolo gratuito. Ciascuno contribuirà liberamente, secondo la  propria disponibilità e grado di interesse partecipativo.

F) L’ Associazione non fara’ riferimento a singole formazioni partitiche e tanto meno a singoli esponenti politici in quanto tali, bensì ai valori e interessi civili che essa ritiene necessario difendere e promuovere in modi razionalmente adeguati alle evoluzioni economiche e sociali contemporanee. Questo sarà il riferimento che autoselezionerà la partecipazione all’Associazione, nonche’ (unitamente ai predetti requisiti di competenza e correttezza) i destinatari e gli interlocutori delle sue idee e  proposte.

Ora, per i promotori, quei valori e interessi sono anzitutto quelli, di intatta vitalità, affermati nella Parte prima della Costituzione repubblicana. E così anzitutto l’ eguaglianza dei diritti e dei doveri, senza  discriminazioni di sesso, di opinione, di atteggiamento rispetto alla(e) religione(i),  alla provenienza etnica,alle preferenze sessuali;  la  valorizzazione del lavoro in tutte le sue forme; la solidarietà e la coesione sociale; la diffusione del sapere e dell’istruzione, qui garantendo i più alti livelli della scuola pubblica e l’accesso secondo il merito e a prescindere dalla condizione economica, agli studi superiori e all’Università. Inoltre, la sicurezza di un’ assistenza socio-sanitaria  di adeguato livello per tutti i cittadini indipendentemente  dalle condizioni economiche dei singoli; la salvaguardia dell’ambiente; il  rispetto della reciproca autonomia  fra  magistratura e potere politico; la garanzia del merito e  dell’ impegno personale come parametri fondamentali di accesso e avanzamento nelle carriere pubbliche e professionali,a ogni livello.  Ancora, l’impegno allo sviluppo anche politico e istituzionale dell’ Europa comunitaria, la limpida separazione fra sfera religiosa e sfera civile, la promozione attiva della condizione femminile, la regolazione del mercato secondo gli interessi dei consumatori e dell’innovazione competitiva.

Il perseguimento di quei valori, e la loro traduzione in progetti riformatori di ampio respiro civile, non è, come pure può apparire nell’attuale “clima” politico e culturale italiano, una pura utopia.  Un Paese comunque ricco di energie intellettuali e di non sopite convinzioni democratiche ben può ambire –se quelle energie e convinzioni  possano pienamente e  liberamente dispiegarsi –a realizzare più avanzati equilibri fra diritti individuali–compresa l’incompiuta parità dei sessi– e il benessere collettivo, fra promozione del merito e una solidarietà sociale scevra da logiche burocratiche, fra  garanzie  delle libertà e  rispetto dei doveri , fra uno sviluppo economico che privilegi i bisogni esistenziali primari (casa, salute, istruzione, lavoro, servizi pubblici efficaci ed efficienti) e la tutela dell’ambiente.

Anche le nostre giovani generazioni possono ambire a quei traguardi civili e sociali  ai quali diverse democrazie europee si sono da decenni avvicinati, ed ai quali è per noi  urgente puntare per invertire un declino civile, prima ancora che economico, che non a caso si accompagna ad una estensione assolutamente abnorme dell’ economia sommersa e delle attività criminali organizzate. La  ripresa, vorremmo dire la rinascita del Paese è ancora possibile ma il tempo si è fatto strettissimo.

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Chi  condivida  ragioni e obbiettivi di questo appello, è invitato a scrivere a: pubblicicittadini@gmail.com manifestando il proprio interesse ad associarsi, e allegando il proprio CV.